Animals, un grande album dei Pink Floyd, uno dei meno commerciali senza dubbio, ma dei più belli. Voglio portare nel blog alcune recensioni fatte su questo album che ho trovato su internet, molto particolareggiate, così da poterle confrontare e capire un po' di più di questo album aspro e geniale.
PINK FLOYD: ANIMALS I
A.D. 1977…
Nel pieno dell’era dei grandi gruppi rock, delle sperimentazioni e del progressive, in Inghilterra espolde l’onda del punk e gentaglia come i Sex Pistols fanno un po’ il bello e il cattivo tempo, incazzati contro tutto e tutti e soprattutto contro le “vecchie” band…i dinosauri del rock…
E’ anche un periodo di grandi disagi sociali in tanti angoli del mondo: guerra in Vietnam finita da poco, scontri in Irlanda del Nord, terrorismo in Italia, crisi economica eccetera eccetera.
E i Pink Floyd pubblicano il disco più politico della loro carriera, un album acido e cattivo, quasi interamente frutto di Roger Waters ormai di fatto leader indiscusso della band.
Animals relativamente ad alcuni aspetti è il miglior disco dei Pink Floyd ed è il primo segno tangibile dell’evoluzione interna alla band che avrebbe poi portato alla disgregazione e agli anni di silenzio prima della resurrezione firmata David Gilmour.
Animals è la rivisitazione in chiave pinkfloydiana de La Fattoria degli Animali di George Orwell: e’ un attacco frontale e una feroce critica in musica alla societa’ inglese dell’epoca, in linea proprio col movimento punk (e infatti alcuni giornali li chiamarono “Punk Floyd”). Ma i punk di certo non si fecero impressionare e continuarono a considerare i Pink Floyd e le altre superband dell’epoca come roba vecchia, schifo, eccetera…avevano capito tutto, evidentemente…
Per la band si tratta del terzo concept-album del decennio 70: si apre e si chiude con Pigs On The Wing, una delicata ballata acustica che incornicia il resto delle canzoni in un atmosfera sognante e rilassata, in netto contrasto con la parte centrale e musicalmente più rilevante dell’album. E’ infatti la seconda canzone, Dogs, che apre lo scrigno della violenta polemica di Waters nei confronti della società: i cani sono gli arrampicatori sociali, e le parole di Waters sono piene di un sincero e profondo disgusto. Da notare un paio di cose: in Dogs il lavoro chitarristico di Gilmour raggiunge una delle sue migliori espressioni e poi il fatto che questa canzone circolava già da un paio di anni col nome di You Gotta Be Crazy… se siete in possesso di qualche bootleg del 1975 è facile che la possiate ascoltare.
A seguire abbiamo Pigs (Three Different Ones) e Sheep (anche questa come Dogs girava un paio d’anni prima col nome di Raving And Drooling nda): nella prima la polemica è contro chi si arricchisce alle spalle degli altri, e infatti ci vanno di mezzo i politici, mentre la seconda se la prende con le pecore ovvero contro la massa di chi si fa abbindolare e segue il “capo” senza aver capito nulla e anzi finendo con l’essere comunque vittime, tanto che nei versi finali tornano prepotentemente gli echi orwelliani all’insegna di una specie di “tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono piu’ uguali degli altri“. Sono anche le ultime due canzoni dei Pink Floyd dell’era Waters in cui Richard Wright ricama passaggi epocali, da questo momento in avanti, fino al licenziamento post The Wall, il suo ruolo sara’ sempre piu’ marginale.
Animals, il disco più cupo e cattivo dei Pink Floyd. Un altro capolavoro. Distante dalle atmosfere di Dark Side o Wish You Were Here, forse un anticipo del feeling e della “pesantezza” di opere piu’ particolari come The Wall e The Final Cut.
Consigliatissimo.
PINK FLOYD: ANIMALS II

Amore e disprezzo, adorazione e repulsione. Questi sono i sentimenti che dal 1977 si assembrano al cospetto di "Animals", controversa e irrinunciabile opera dei Pink Floyd. Dopo la tiepida accoglienza ricevuta per il precedente "Wish You Were Here", i quattro si avventurano in un nuovo lavoro destinato a testimoniare le voragini che si stavano creando tra i diversi componenti, in particolare tra Roger Waters, ormai assurto a "spirito guida", e il resto del gruppo. Le cinque canzoni che compongono il disco sono composte interamente proprio dall'enigmatico bassista, sempre meno portato a voli interstellari e sempre più vicino a tematiche "terrene". Già a partire dalla copertina si respira tutt'altra aria. Lo splendido artwok dell'inseparabile studio Hypgnosis ritrae la "Battersea Power Station", situata alla periferia di Londra, ormai meta di pellegrinaggio dei cultori del rock, sorvolata da un maiale. L'immagine, cupa ed angosciante, esprime il disagio di una società "evoluta", ormai intrappolata nei propri meccanismi perversi. Ed è proprio di questa società che Waters vuole parlare nei propri testi. Ormai si sono sprecati oceani di inchiostro sull'ispirazione orwelliana delle liriche di "Animals". Ciò che forse va sottolineato ulteriormente è la visione ancora più radicale e pessimista che pervade il mondo di Waters. I personaggi ci sono tutti: i maiali, i cani, le pecore, servi e padroni, sfruttati e sfruttatori, vittime e assassini. Ma andiamo per gradi.
Il disco apre con "Pigs On The Wing (Part I)", breve intro per sola voce e chitarra, in cui la leggerezza dell'arrangiamento fa da contraltare alle parole ghiacciate di Waters, portavoce dell'indifferenza dei propri simili nei confronti della sofferenza altrui. Immediatamente segue uno dei brani più intensi dell'intera produzione dei Pink Floyd, "Dogs". I dodici minuti di questa splendida canzone sono dedicati ai "cani" che si aggirano affamati nei palazzi di vetro in cerca di potere, denaro, successo, pronti a sbranare chiunque osi sbarrare il loro folle cammino. Il brano, unico del disco scritto a quattro mani con Gilmour, raggiunge livelli eccelsi grazie agli incantevoli assolo di chitarra che galoppano lungo tutto il brano, bloccati saltuariamente solo dalle lunghe parentesi "sintetiche" di Wright, all'interno delle quali sembra precipitare all'infinito il "sangue di pietra" dei cani ("Stone, Stone, Stone…" piccolo leitmotiv ripreso poi anche in "Sheep").
I due brani seguenti sono altrettante mini-suite dedicate ad altri personaggi allegorici: i "maiali" e le "pecore". Il brano dedicato a queste ultime è certamente l'episodio più interessante. "Sheep" parte con una suggestiva intro di piano elettrico di Wright, sotto la quale si staglia lentamente l'incedere incalzante del basso di Waters (ricorda quasi "One Of These Days…"). E pare proprio che siano le tastiere di Wright a fare la parte del leone in questo brano: meraviglioso il lento fluire della voce di Waters nelle onde del synth di Wright; l'accoppiata si ripete nella parte centrale del brano, dove le tastiere sorvolano la linea martellante di basso (curioso sentirli così vicini e contemporaneamente pensare all'odio che subentrerà tra i due all'epoca di "The Final Cut").
Il disco si chiude mestamente con la seconda parte di "Pigs On The Wing": stessa lena, stesso tono, stesso pessimismo cosmico.
Nonostante le pesanti critiche, "Animals" rappresenta senz'altro uno spaccato unico e irripetibile del suo tempo. Suoni ruvidi e taglienti, testi fortemente critici ai limiti della blasfemia: siamo di fronte alla vigilia del punk. In "Sheep" venivano lanciati strali contro la religione e la sua capacità di intorpidire le menti, molto prima che i Sex Pistols si mettessero ad imprecare contro la Regina. Ma non finisce qui. Waters ha ormai spinto i Pink Floyd ad un punto di non ritorno. Questa meravigliosa compagine di musicisti è destinata a crollare sotto il peso del "muro" eretto dalle diverse personalità che la componevano. Il crollo è ormai vicino.
PINK FLOYD: ANIMALS III
PIGS ON THE WING (pt.1)
Se non ti fosse importato di cosa accadeva a me
E se io non mi fossi interessato di te
Avremmo zigzagato per la nostra strada
Attraverso la noia e il dolore
Casualmente sbirciandoci
Attraverso la pioggia
Chiedendoci di quale bastardo sia la colpa
E guardando i maiali con le ali
DOGS
Devi essere pazzo,
Devi avere un serio bisogno
Devi dormire in punta di piedi
E quando stai per strada
Devi esser capace di scegliere la preda facile
Ad occhi chiusi
E poi muoverti silenzioso,
Sottovento e fuori vista,
Devi colpire al momento giusto,
Senza pensarci.
E dopo un po'
Potrai lavorare sui dettagli di stile
Come la cravatta del club,
E la salda stretta di mano
Uno sguardo sicuro negli occhi
E un sorriso facile
Devi ottenere la fiducia
Della gente a cui menti
Così quando ti girano le spalle
Avrai occasione d'affondare il coltello
Devi tenere un occhio
A guardarti alle spalle
Lo sai, diventerà difficile
sempre e sempre più difficile
Mentre invecchi
E alla fine ammucchierai su tutto
E migrerai a sud
Nasconderai la tua testa nella sabbia
Un altro uomo vecchio e triste
Tutto solo, che muore di cancro
E quando perdi il controllo,
Raccoglierai ciò che hai seminato
E mentre cresce la paura,
Il sangue cattivo rallenta e si pietrifica
Ed è troppo tardi per liberarsi del peso
Che eri solito scagliare in giro
Così, fai un buon annegamento
Mentre vai giù
Tutto solo,
Trascinato a fondo dalla pietra
Devo ammettere
D'essere un po’ confuso
A volte mi sembra
Come se proprio fossi stato usato
Devo star sveglio, tentare e scuotermi di dosso
Questo malessere strisciante
Se non mi reggo in piedi
Come posso trovare la mia via
D'uscita da questo labirinto?
Sordo, muto e cieco,
Continui semplicemente a pretendere
Che tutti siano sfruttabili
E che nessuno abbia un vero amico
E ti pare che la cosa da fare
Sia isolare il vincitore
E tutto è fatto alla luce del sole
E in cuor tuo credi che ognuno sia assassino
Chi è nato in una casa piena di dolore
Chi è stato educato a non sputare nel ventilatore
Chi ha sentito dall'uomo cosa deve fare
Che è stato spezzato da personale addestrato
Chi è stato sistemato con collare e catena
Chi ha ricevuto una pacca sulle spalle
Chi era pronto a uscire dal branco
Chi è solo uno straniero in casa propria
Chi è alla fine è stato schiacciato
Chi è stato trovato morto al telefono
Chi è stato trascinato giù dalla pietra
PIGS (3 DIFFERENT ONES)
Pezzo grosso, uomo-maiale
Ah ah, sei una sciarada
Ben pasciuto e ben vestito
Ah ah, sei una sciarada
E quando tieni la mano sul cuore
Fai quasi venir da ridere
Più o meno un giullare
Con la testa cacciata nel trogolo
Mentre dici "Continuate a scavare"
Macchie porcine sul mento adiposo
Che cosa speri di trovare?
Quando sei giù, nella miniera dei porci
Fai quasi venir da ridere
Fai quasi venir da ridere
Ma in verità ci sarebbe da piangere
Fermata d’autobus, borsa di topo
Ah ah, sei una sciarada
Tu, fottuta vecchia megera
Ah ah, sei una sciarada
Tu irradi freddi dardi di vetri rotti
Sei quasi esilarante
Vali quasi un ghigno veloce
Ti piace il sapore dell'acciaio
Sei eccitante con lo spillone nei capelli
E un bel divertimento con la pistola in mano
Fai quasi venir da ridere
Fai quasi venir da ridere
Ma in verità ci sarebbe da piangere
Ehi tu, Whitehouse
Ah ah, sei una sciarada
Orgogliosa della casa, topo di città
Ah ah, sei una sciarada
Cerchi di tener fuori i nostri sentimenti dalla strada
Sei quasi una vera delizia
Tutta labbra serrate e piedi freddi
Ti senti forse stuprata?
Devi arrestare l'onda del male
E farcela tenere tutta dentro
Mary, sei quasi una delizia
Mary, sei quasi una delizia
Ma in verità ci sarebbe da piangere
SHEEP
Trascorri innocua il tuo tempo al pascolo lontano
Solo vagamente conscia d’un certo disagio nell’aria
Ti conviene stare attenta
Potrebbero esserci cani in giro
Ho guardato oltre il Giordano e ho visto
Le cose non sono come sembrano
Cosa ottieni per fingere che il pericolo non sia reale?
Sottomessa e obbediente segui il capo
Attraverso corridoi affollati, nella valle d'acciaio
Che sorpresa!
Uno shock estremo nei tuoi occhi
Ora le cose sono come sembrano
No, questo non è brutto sogno
Il Signore è il mio pastore, nulla mi mancherà
Mi fa stendere giù e mi fotte
Attraverso verdi pascoli mi conduce
Presso le acque silenti
Con coltelli lucenti innalza la mia anima
Mi fa penzolare da ganci in luoghi alti
Mi converte in cotolette d'agnello
Perché vedete, Egli ha grande forza, e grande fame
Quando il giorno giungerà, noi umili
Attraverso quieta riflessione e somma dedizione
Possiederemo l'arte del karatè
Guardate, noi sorgeremo
E faremo sgorgar lacrime dagli occhi dei bastardi
Belando e balbettando cadde sul suo collo con un urlo
Orde su orde di vendicatori dementi
Marciano allegri fuori dall’oscurità e dentro il sogno
Hai sentito le novità?
I cani sono morti!
Ti conviene stare a casa
E fare ciò che ti viene detto
Via dalla strada,
Se vuoi diventar vecchio
PIGS ON THE WING (pt.2)
Tu sai che mi interessa ciò che ti accade
E so che anche tu t’interessi a me
Così non mi sento solo
Né sento il peso dalla pietra
Ora che ho trovato un luogo sicuro
Per nascondere il mio osso
E anche uno stupido sa
Che un cane ha bisogno di una casa
Un riparo dai maiali che volano
Traduzioni e commento a cura di Stefano "REG" Zanca
Il disco parte con un’incantevole pezzo acustico, "Pigs on the wings pt.1", ballata-elogio all’unica presenza che risolleverà le sorti del disco, altrimenti incredibilmente pessimista: l’amore. "Cosa saremmo senza preoccuparci l’uno dell’altro?", chiede un accorato Waters. La risposta è "Aspetteremmo che l’impossibile accada", data tramite la proposizione "watching for pigs on the wing", tipicamente inglese. Aspetteremmo cioè, che la nostra vita cambi da sola, ed è un evento non destinato a realizzarsi.