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venerdì 1 aprile 2011

Comics e Pink Floyd: Mason e Wright


Incredibile. Ne ignoravo l'esistenza, ma eccolo qui: un fumetto sui Floyd! Mancava solo questo nell'enorme insieme di lavori, libri, film, documentari e altro che si sono ispirati alla band britannica. 

Notare la somiglianza con i veri musicisti.
 pink floyd music programme 1975 by Joe Petagno
 E qui sotto abbiamo un altro esempio splendido di avventure ispirate al batterista Nick Mason da  Richard Evans, sotto le spoglie di Capitan Mason! L'interpido capitano della marina inglese, che chiamato a guidare un convoglio militare per recuperare carburante per l'aviazione alleata, non trova di meglio da fare che sconfiggere i nazisti speronando un U-Boat con la sua Fregata.   
pink floyd programme tour by richard evans
pink floyd programme 1974 by richard evans
Tra nonsense e tributo ai grandi Floyd, restano comunque lavori curiosi e ammirevoli.

Al grandissimo ancorchè compianto Richard Wright è dedicato questo ironico fumetto, Rich Right, che mette a nudo alcune sue predilezioni (da ricordare che Richard fu cacciato dalla band prima di The Wall per qualche anno a causa di scappatelle amorose e imbroccanti in Grecia, dove era andato in vacanza e da dove rifiutava di tornare per incidere il nuovo album. Solo quando Waters se ne sarà andato, Wright tornerà nel gruppo per gli ultimi anni del Floyd).
joe petagno for richard wright
All'opera, matita alla mano, per illustrare il fumetto di due pagine tutto dedicato a Wright e intitolato "Rich Right",  troviamo Mr. Joe "Motorhead" Petagno .  Il racconto si commenta da solo, niente a che vedere con le avventure di guerra di Capt. Mason, quì siamo nel bel mezzo della psichedelia più pura marca Floyd: sex (parecchio) , drugs (parecchie assai di più)  e rock&roll (intesa come musica)! Un poco di surrealismo, forse? Molta voglia di prender per i fondelli, senza dubbio.
joe petagno for richard wright
E a breve i fumetti su Waters e Gilmour!

venerdì 25 marzo 2011

Torneranno? Nì.

I PINK FLOYD SI RIUNIRANNO MAI?

Mason non chiude le porte, per beneficienza potrbbero tornare insieme (Wright, ovviamente, escluso, purtroppo).



Pink Floyd Reunion
Pink Floyd at Hyde Park, 2005, Reunion Concert for Live 8
Will Pink Floyd play a reunion concert again? That is the question on many fans minds and is also on the mind of Pink Floyd drummer Nick Mason also!
In an interview with BBC 6 Music, Nick said, "No one has said we will never work (together) again."

However, that does not mean we should expect a full Pink Floyd tour anytime soon:

"I think it is very unlikely we are going to go out on tour however I live in hope we would absolutely do another Live 8 or play together for the right reasons," Nick told 6 Music.

The band recently turned down a charity performance which would have meant the surviving members reforming for the first time in five years after they learned it would take place in the home of the ex-wife of retired Pakistani cricketer, Imran Khan.

Now Roger Waters is touring in Europe with The Wall starting again tonight in Lisbon (21 March) and Nick Mason is keen to witness it for himself.

Speaking to Adrian Larkin he explains what would need to happen to get them to perform together again. Take a listen to the interview on the BBC 6 Music website.
Che ne dite? Possibile? Utopia? Una cosa triste, vista l'età dei membri, oppure una gran cosa per una generazione come la mia che purtroppo se li è persi (dato che comunque suonano ancora tutti più che bene)?

domenica 20 marzo 2011

Immersione nella storia dei Floyd


Pensiamo ora anche ad aspetti dei Floyd che magari, ascoltando dischi o mp3 dal nostro pc non abbiamo mai considerato: loro erano animali da palcoscenico e parte del loro successo (piccolissima parte, in realtà) è dovuta anche alla presenza scenica e alle immense e monumentali scenografiche che esponevano ai loro concerti. Per essere negli anni '70 erano tecnologiche e capaci di creare effetti bellissimi. 

Inoltre in coda ho messo alcune foto trovate in giro, foto della band e di momenti conviviali e quotidiani tra i Waters, Gilmour, Barret, Mason e Wright, rubate da qualche paparazzo. Così da sentirci più vicini a loro, un po' di più, noi che non potremo mai vederli tutti dal vivo.





























Pink Floyd's Story

Dopo aver tanto parlato della musica dei Pink Floyd, soffermiamoci un attimo sulla loro storia e, nei prossimi giorni (con interviste e testimonianze) sulle PERSONE Pink Floyd. Non bisogna dimenticarci che i nostri idoli sono persone, possono esser simpatiche e antipatiche, possono essere festaioli o lupi solitari, possono avere tutti e pregi, i difetti, i vizi e le virtù che ogni uomo ha.

Iniziamo con la loro storia, poi andremo avanti, fino a dove chissà.

PINK FLOYD'S STORY

I primi passi dal 1963 al 1965:
Ai primi del 1965 si incomicia ad intravedere la crescita delle nuove espressioni musicali
, assieme ci saranno gruppi che fioriranno nell'insegna del rosa, uno di questi i Pink Floyd, cresciuti alla scuola dell’Istituto Politecnico di Architettura di Londra.
Ai primi esordi è costituito da Nick Mason (batteria), Roger Waters (basso e voce) e Richard Wright (tastiere e voce), ai quali si aggiunge in seguito Syd Barrett (chitarra e voce).
Pink Floyd

Le luci del 1966:
La band realizza moltissimi concerti nei pressi Londinesi underground, come l'Ufo e il Marquee.
Si noterà subito una delle principali caratteristiche che appartengono alla band, l'utilizzo delle luci, dello spettacolo improntato di atmosfere e gioco questo diventerà un segno indelebile e intramontabile dei Pink Floyd.
Pink Floyd

Il primo passo verso la musica con Arnold Layne nel 1967:
Con "Arnold layne" ed "Candy and current bun" escono i primi singoli in data dell' 11 Marzo;il 5 agosto esce il primo album "The Piper at the Gates of Dawn", le canzoni di punta che accompagneranno i Pink Floyd nella storia "Astronomy Domine" ed "Interstellar Overdrive".
Ci sarà in quell'anno la conferma più importante che caratterizzà uno dei punti forti il duplice vortice della musica legata allo spazio della luce.
Pink Floyd

Le prime inclinature della band con Syd nel 1968:
Il 29 giugno esce "A Saucerful Of Secrets", da quel momento in poi si vedranno i segni più evidenti di rottura dovuta da Syd Barrett per eccesso uso di Lsd.
Il leader diviene Roger Waters che per un moltissimi anni sarà il maggior compositore della musica e soprattutto dei testi della band.
Chi sostituirà Barrett sarà David Gilmour (chitarra e voce), che contribuirà all'ascesa e alla continuità della band, verso un sound psichedelico, ma anche melodico e travolgente.
Vedremo poi Pink Floyd suonare per il primo conccerto in Italia, al Piper di Roma.
Pink Floyd

Insieme per capire More ed Ummagumma con il 1969:
Esce la colonna sonora del film di Barbet Schroeder, "More" ed il 25 ottobre Ummagumma.
un album con un primo lato “live” (contenente “Astronomy Domine”, “Careful With That Axe Eugene”, “Set The Controls For The Heart Of The Sun” e “A Saucerful Of Secrets”) ed un secondo fatto in studio.
Si ricorda dalla copertina di More un senso magico degli anni dei fiori e di Ummagumma della vita che si ripete.
Ancora un passo vicino al successo nel 1970:
I Pink Floyd lavorano col regista Michelangelo Antonioni, realizzando tre brani (“Come In No. 51, Your Time Is Up”, “Heart Beat, Pig Meat” e “Crumbling Land”) della colonna sonora del film Zabriskie Point.
Ad ottobre è il momento di "Atom Heart Mother", che segna un altro passo importante per la consapevolezza delle proprie potenzialità;
Dopo qualche mese seguono altri album solisti di Syd Barrett ( The Madcap Laughs e Barrett) e Music From The Body di Roger Waters in collaborazione col musicista Ron Geesin.

L'atmosfera psichedelica si allenta per lasciare posto senza velo alla muisca rocknel 1971:
Con novembre esce l' album "Meddle", contenente “Echoes”, altra sequenza importante che porta la band a perdere le sue radici iniziali per aprirsi ad un nuovo mondo di espressione a nuovi mondi, come quello del rock.

Pink Floyd
E' il momento delle rovine storiche di Pompeii che emanano suoni magici e messaggi alla band stessa nel 1972:
Esce "Obscured By Clouds" colonna sonora del film La Vallée di Barbet Schroeder; purtroppo entrambe non avranno lo stesso risultato ottenuto da More.
Ed ancora troviamo il film-documentario, Pink Floyd At Pompeii, ripresi negli studi di Abbey Road a Londra durante le registrazioni di Dark Side e dal vivo in concerto la band dentro l'anfiteatro percorrendo in alcuni punti dell'antica città..
Pink Floyd
I Pink Floyd definiti traditori dagli stessi fans della psichdelia, pronti ormai per aprire il mondo del rock e del commerciale con il 1973:
A marzo esce "The Dark Side Of The Moon", il loro concept-album di maggior successo commerciale (con circa 40 milioni di copie vendute).
Ricordiamo i brani più importanti “Time”, “The Great Gig In The Sky”, “Money” ed “Us & Them”, tematiche che possono indurre l'uomo alla più completa pazzia ed alienazione.
Famosa ed pvvia è la copertina che mostra un prisma e la rifrazione di un raggio di luce che lo attraversa.
Duramte l'anno esce "A Nice Pair", raccolta dei primi due album della band. 
L'anno della corsa per il tour nel 1974:
La band si trova in continua corsa per la tournèè in UK.
Si incomincia ad intravedere le primi crisi di identità e di vita di ogni singolo componente, un'attenzione silenziosa rivolta a capire cosa realmente sta succedendo e cosa è ormai previsto che succeda.
L'anno dell'assenza mentale della band nel 1975:
Nel mese di settembre esce "Wish You Were Here" .
E’ totalmente dedicato al concetto dell’assenza, di Syd Barrett, il quale compare negli studi di registrazione, durante le sessioni ed appare irriconoscibile al resto della band.
Proprio a partire da questo che porta a Roger Waters a rimanere costretto a scrivere un album che rispecchia in pieno la situazione di quel momento, la band presente fisicamente ma lontana col pensiero per chi sa dove.
Una sorta di malinconia per i sogni perduti e non maledettamenti protetti dalla crudele realtà, assieme alla musica di Gilmour.
I capolavori sul tema dell’assenza cito “Shine On You Crazy Diamond” e “Wish You Were Here”.
Nella copertina troviamo due business men che si stringano la mano, mentre uno di questi irrompe un principio di fuoco dietro il suo corpo.
Pink Floyd


Il 1976 è l'anno della confessione, della meditazione, è la preparazione della indiscutibile leadership: Roger Waters
Cresce la consapevolezza di Waters della crisi della band e dell'alienazione dei fans nel 1977:
A gennaio esce "Animals" .
I brani si dividono con l’umanità in categorie animali, con composizioni come “Dogs”, “Pigs” e “Sheep”, cioè cani, maiali e pecore.
L'idea di Roger di raffigurare la copertina con un maiale di gomma gonfiato tra le torri del Battersea di Londra, un complesso industriale non più in uso.
Per quanto riguarda i tour è evidente capire i primi segni e i primi problemi tra la band e il pubblico, tutto questo verrà poi raffigurato con l'album successivo "The Wall" ancora mezzo di comunicazione per raccontare il proprio malessere presente.
Pink Floyd
Con il 1978 si apre la prima finestra solista di Gilmour (titolo: Gilmour) e di Richard Wright con Wet Dream.
L'anno del muro di Roger Waters con il 1979:
Il 30 novembre esce "The Wall", concept album di grandissimo impatto tra il pubblico.
Doppio album, che si basa sul concetto di alienazione dell’uomo, Pink Star che è rappresentata dalla costruzione di un muro simbolico che divide lui e il resto del mondo.
La fine dell'album definisce il tema principale e cioè la distruzione del muro con la rinascita e l'inserimento con l'altra parte del mondo..
Il muro verrà rappresentato anche nella copertina.
Tutto questo seguito da un importante e proficuo tour.
Pink Floyd


Con il 1980 si affaccia finalmente Nick Mason realizzando il suo primo album solista Fictitious Sports.
Inizia il vizio della raccolta delle migliori canzoni con il 1981:
Esce "A Collection Of Great Dance Songs", raccolta delle migliori perfomances dei Pink Floyd, brano originali a parte la versione di Money.
Il film di successo nel 1982:
Esce il film The Wall diretto da Alan Parker, con Bob Geldof nella parte del protagonista Pink; il film rispecchierà in modo eccellente il messaggio e la durezza che lo stesso album ha raccolto con sè.
L'anno di rottura nel 1983:
Il 21 marzo esce "The Final Cut", che come fa capire dal titolo segna il taglio finale per i Pink Floyd.
Pensieri e scelte prese da Roger Waters che lascia la band, descrivendo la situazione della band ormai esaurita e che ha fatto il suo percorso.
L’album è un concept di idee di Waters, descrive a suo modo la sua visione della guerra e del mondo dedicando al padre morto ad Anzio durante la seconda guerra mondiale nel 1944.
Con questo album si denotano confusione ed incomprensioni, gli altri membri sentono questo album non proprio, ed è forse anche per questo che decadono tutte le magie e l'entusiasmo.

Pink Floyd
L'anno degli album solisti nel 1984:
A nno importante per gli album solisti con The Pros And Cons Of Hitch-Hiking di Roger Waters, About Face di David Gilmour e Identity di Richard Wright (con gli Zee).
Altro anno solista nel 1985:
Esce "Profiles" di Nick Mason.
L'anno del possesso del marchio Pink Floyd nel 1986:
Un anno all'insegna della lotta, all'azione legale sull’utilizzo del marchio PINK FLOYD, tra il sincero e realista Roger Waters e gli altri membri.
Gilmour e Company, vincono il processo per continuare a cantar ed a suonare sotto il nome Pink Floyd, da quel momento si si recano a registrare il loro nuovo album.
L'anno della divisione nel 1987:
Il 15 giugno esce Radio Kaos di Roger Waters seguito da relativo tour, mentre il 5 settembre 1987 esce "A Momentary Lapse Of Reason", disco dei tre Pink Floyd, contenenti brani come “On The Turning Away”, “Learning To Fly” e “Sorrow”.
Troviamo alcune differenti situazioni che dall'epoca di The dark side non si vedevano più, come la forza di un gruppo unito e la collaborazione do ognuno dei componenti senza l'oppressione di uno degli stessi membri sull'altro.
La copertina presenta un enorme distesa di letti su una spiaggia.
Seguirà un importante tour mondiale per promuovere l'album.
Storia vissuta con il 1988:
A novembre esce "Delicate Sound Of Thunder", live-concert della band, per la promozione dell’album A Momentary Lapse Of Reason.
D oppio album che comprende i maggiori successi del gruppo.
Nella copertina appaiono due uomini: uno “vestito” di lampadine ed un altro attorniato da uno stormo di uccelli.
Il retro raffigura tre giganteschi alberi “baobab”.
Importante anche l’uscita di Opel, raccolta di canzoni di Syd Barrett. 
L'anno della conclusione del momentaneo ampo di ragione con il 1989:
La data finale del successivo “Another Lapse Tour” si terrà il 15 luglio, nel giorno del Redentore, a Venezia ed è trasmessa in mondovisione.
Pink Floyd
L'anno delle conferme nel 1990:
Il 30 giugno i Pink Floyd partecipano alla kermesse di Knebworth, organizzata per la raccolta di fondi da devolvere a favore dei bambini autistici.
I Pink Floyd concludono la serata eseguendo “Shine On You Crazy Diamond”, “The Great Gig In The Sky”, “Sorrow”, “Wish You Were Here”, “Money”, “Comfortably Numb”e “Run Like Hell”.
Il 21 luglio ha luogo nella Potssdamer Platz di Berlino, maestoso concerto live di Roger Waters di The Wall, con le canzoni cantate e suonate da vari artisti.
Il ricavato della serata è stato devoluto al Memorial Fund for Disaster Relief.
Di questo evento è stato fatto in un disco ed un video trasmessi nel mese di settembre.

Il 1991 l'anno del silenzio.
L'anno della corsa a quattro ruote nel 1992:
I Pink Floyd partecipano alla colonna sonora de La Carrera Panamericana, una corsa automobilistica attraverso il Messico, fornendo anche alcuni brani inediti.
A settembre esce Amused To Death, di Roger Waters.

Nel 1993 la preparazione per un altro album per i Pink Floyd.
L'ultimo messaggio nel 1994:
I l 30 marzo esce "The Division Bell", brani e melodie che richiamano il Gilmour malinconico che guarda addietro richiamando le vecchie paure i vecchi amici del suo cammino passato.
Tra i brani più richiesti “Take It Back”, “Coming Back To Life”, “Keep Talking” e “High Hopes”.
La copertina propone due grandi teste che richiamano in versione nuova le sculture dell’isola di Pasqua;esse, a seconda della prospettiva dell’osservatore, possono essere anche viste come un’unica grande testa.
Parte un tour mondiale che tocca anche il suolo italiano nei concerti di Torino, Udine, Modena, Roma.
Pink Floyd
Di nuovo raccolte nel 1995:
A giugno esce Pulse, live concert del 1994.
Particolare è la confezione-presentazione del live, accompagnato da un led rosso lampeggiante.
Insieme esce anche la videocassetta, testimonianza dei concerti all’Earls Court di Londra, che concludono il tour.

L'anno di Richard Wright con il 1996:
Esce Broken China, album solista di Richard Wright.
Incominciano gli anniversari delle leggende nel 1997:
Esce "The Piper at the gates of dawn" edizione speciale del ventennale.
Ancora anniversari nel 1998:
Esce Edizione del 25° di The dark side of the moon.
L'inizio della corsa di Roger nel 1999:
Roger Waters va in tour in America mentre Gilmour suona conPaul McCartney al Cavern. 
Ancora anniversari nel 2000:
Esce "Is there anybody out there".
Esce "In the Flesh" live di Waters.
Tutte antologie nel 2001:
Esce raccolta di Syd Barret, esce Echoes e David continua a girare per concerti di altri artisti.
Ancora Roger Waters nel 2002:
E sce Flickering Flame, esce il dvd "In the flesh" e Roger Waters tocca l'Italia con due concerti, il 10 maggio a Roma al Filaforum ed allo stadio Flaminio di Roma il 12 giugno, io ero con Roger ad entrambi i concerti.
E' l'ora di Gilmour nel 2003 e l'ora delle perdite:
Esce in dvd "David Gilmour in concert".
Esce Sacd Dark side, esce dvd e sacd The Wall in Berlin, Mostra a Parigi "Pink Floyd Interstellar".
Muore Steve O'rourke, Michael Kamen.
Waters termina Ca Ira.
L'anno e il riscatto di Mason nel 2004: A novembre esce "Inside out", il libro sulla storia dei Pink Floyd scritto da Nick Mason, sua personale versione dei fatti.


Restando in attesa del tempo che passa nel 2005:
Il 26 Aprile Nick Mason continua la sua campagna pubblicitaria e commerciale del libro "Inside Out", tocca vari stati europei di cui die tappe anche in Italia, Castiglione dello Stiviere in provincia di Mantova ed a Milano alla casa editrice Rizzoli, sostenendo varie interviste e varie dediche a fans che hanno acquistato il libro, io ero la con lui.

Altra data da non dimenticare, 2 Luglio 2005 concerto Live Aid 8 organizzato da Bob Geldof, spettacolo per beneficenza e cancellazione del debito e contro la povertù dei paese africani, 150 band suonano per attirare l'attenzione su questo problema.
Pink Floyd

Di queste band, hanno partecipato anche i Pink Floyd con la particolare presenza di Roger Waters, un evento più unico che raro, dal lontano 1981 che non erano più insieme, Breathe, Money, Wish you were here e Comfortably Numb.
Alla fine un grande abbraccio di tutte e quattro, un Roger felice molto vicino alla sua musica, un Richard cordiale e sorridente con Roger, un Nick un po' sorpreso e un David un po' distaccato.
Pink Floyd


27 Settembre 2005 esce l'opera lirica tanto attesa di Roger Waters: ça ira
L'opera verrà pubblicata dal vivo in prima mondiale il 17/18 novembre 2005 all'Auditorium della Musica di Roma.
16 Novembre 2005 premiazione dei Pink Floyd al Festival Uk All Fame.
17 Novembre 2005 prima mondiale dell'opera lirica di Ca ira di Roger Waters.

Il 6 Marzo 2006 esce il suo nuovo album di David Gilmour On An Island e segue Tour per promuovere il disco.

Nel mese di maggio2006 inizia il Tour di Roger Waters.

Anno 2007 ed inizia il nuovo tour di Roger Waters.


Anno 2008 - di nuovo Roger Waters con Caira e The Dark side of the moon.

venerdì 11 marzo 2011

Intervista con Waters, Wright, Gilmour e Mason

Manca poco al concerto che a Maggio vedrà protagonista Roger Waters, ex-leader dei Pink Floyd: avviciniamoci all'evento con un'intervista proprio al bassista/cantante della intramontabile formazione londinese che commemora nel 2003 i trent'anni dall'uscita di quello che forse è il capolavoro assoluto del gruppo: The Dark Side of The Moon.


Dopo l'intervista al carismatico Waters, si passa a Wright, ottimo tastierista nonchè compositore fondamentale per le dinamiche del gruppo (almeno all'inizio, prima di sparire in Grecia prima delle registrazioni di The Wall) che ricorda gli anni di The Dark Side of the Moon.


Segue anche l'intervista a Nick Mason (caratterialmente il più simpatico e alla mano tra tutti i Floyd), colonna portante del gruppo, nonchè il più fedele tra tutti i suoi compagni al nome della band: Waters ha lasciato, Gilmour è arrivato dopo, Barret ha appena iniziato per poi sprofondare nell'abisso delle droghe e Wright ha passato un periodo di latitanza abbastanza lungo. 


A chiudere ecco David Gilmour, il chitarrista che subentrò a Barret portando una nuova linfa che ai Floyd (costretti a privarsi di quello che era il loro leader) stava iniziando a mancare in quel periodo troppo intenso sul piano mentale. Il suo arrivo ha scatenato anche quella velata (all'inizio) e conclamata (alla fine) rivalità con Waters per la leadership del gruppo che ha portato, anche se sembra un nonsense, alla produzione dei maggiori capolavori.




1973: esce "The Dark Side of the Moon". Ed è subito un delirio. 2003: i protagonisti raccontano i segreti di una band che ha fatto la storia del rock

di Carol Glerk"

Erano in quattro in quel lontanissimo 1973. Il bassista (e leader della band) Roger Waters, il tastierista Richard Wright, il percussionista Nick Mason, il chitarrista David Gilmour.
E su tutti e quattro aleggiava gigantesca, l'ombra di Syd Barrett: il deus ex machi­na dei primissimi Pink Floyd. Ma se il genio non era fisicamente presente in sala di registrazione (afflitto da schizofrenia), la sua memoria era una sorta di spiritoguida nelle composizioni che la band stava mettendo su nastro: "The Dark Side of the Moon", una folgorazione fuori dal mondo e dal tempo, uno dei dischi che hanno fatto la storia del rock. Trent'anni sono passati da allora, e 30 milioni di copie vendute, 723 setti­mane di permanenza nelle classifiche americane, 350 in quelle inglesi, un successo senza pari nelle varie ristampe su cd uscite dal 1984 a oggi. E ora i prota­gonisti di quel volo sulla "Faccia oscura della luna" (che è anche un'esplicita al­lusione alla follia quotidiana si confes­sano per noi. Uno dopo l'altro.

Roger Waterscapelli argentati, aspetto distinto, ha un’aria autorevole. Al pari degli altri membri dei Pink Floyd, conserva scarsa memoria degli eventi che precedettero la realizzazione del loro famoso album.
E se gli chiedi di Abbey Road, dove venne registrato, ricorda più le partite di cricket che ha giocato contro la squadra locale che non lo studio in cui lavoravano.
Pensa e parla per immagini, in modo indiretto: insiste sui contenuti di questo album. Ed è pronto ad affrontare i grandi problemi, sorridendo raramente.

Qual è stata l'idea originale da cui ha tratto ispirazione?
«Ci incontrammo a casa di Nick Mason. E a un tratto dissi: "Ehi ragazzi, mi è venuta un'idea". Stavo pensando a tutte le difficoltà che ci ritroviamo di fronte nella vita e che ci mettono in ansia, e alle capacità che abbiamo di risolverle o di scegliere la strada da percorrere».

I suoi compagni come la presero?
«Sembravano tutti d’accordo».

Qualcuno ha detto che mentre lei tendeva a scrivere testi densi di significato, gli altri era­no meno interessati ai contenuti.
«Rick Wright dichiarò, in alcune interviste: "Noi non badiamo alle parole". Pensai allora: tu parla per te».

Waters: "abbiamo un solo colpo in canna. E possiamo rendere il mondo più luminoso o più buio"

Venne definito un album a tema, anche se ne trattava più d'uno: la follia, la tristezza, il tempo, la vita e la morte. Come riassumerebbe quel che ha voluto esprimere in "Dark Side of the Moon"?
«Se c'è un messaggio è questo: la vita non e un gioco. Abbiamo un solo colpo in  canna, e dobbiamo fare scelte basate sulla posizione morale, filosofica o politica che abbiamo adottato. Possiamo rendere il mondo un po' più luminoso o più buio. Ma a tutti è offerta l'occasione di trascendere le proprie tendenze egoistiche e la propria avidità, lasciando il segno sulla grande tela della vita. Siamo confusi dalla religione come dalla politica. E dobbiamo rendercene conto soprattutto in questo momento, nel 2003, mentre è in corso una nuova crociata, a 600 anni di distanza dal passato».

I testi alternano temi universali e problemi quotidiani. In "Us and Them" si parla dì un vecchio disperato che non ha i soldi neppure per una tazza di tè o di un generale che fa la guerra a tavolino...
«Tutti i problemi politici si possono ridurre a una qualche sorta di microcosmo. E’ certamente positivo riflettere e impegnarsi sulle grandi questioni politiche, ma alla fine tutto dipende dal modo in cui si vive e si trattano gli altri. Io faccio volentieri la carità, ma forse perché è molto facile. Quando vengo a Londra soggiorno in un albergo di lusso. Ci sono sempre un paio di persone che dormono davanti all'entrata. Ma se dormi in un androne, vuoI dire che non sai dove andare. Molti sono alcolisti. Penso che se mi trovassi nei loro panni e qualcuno mi desse una ventina di sterline, questo allevierebbe, almeno per qualche minuto, la mia pena.

In "Time" lei esortava i giovani a non sciupare anni preziosi e a darsi da fare. Non le sembra un po' buffo che un'intera generazione di hippies e di ribelli abbia passato mesi ad ascoltare "Dark Side of the Moon", sotto l'effetto dell'alcol o della droga?
«Non ci vedo niente di male seda ragazzi si esagera un po' con questa roba. A quell'età non si hanno particolari responsabilità. E va anche bene starsene stravaccati e storditi a sentir musica per un anno o due. Non è questo il problema che ho voluto affrontare con quella canzone. Mi riferivo invece all'importanza della propria autonomia. Vede, tutte le settimane me ne andavo a bivaccare lungo la banchina di Arsenal. Era un piacere. Qualcuno, invece, potrebbe dire che era una perdita di tempo. Ma a 29 anni mi resi conto improvvisamente che stavo incarnando la profezia di qualcun altro. Fin da piccolo sono stato cresciuto ed educato nella convinzione che avrei dovuto affrontare la vita più tardi. Nessuno mi aveva mai spiegato che in realtà la stavo affrontando momento per momento».

Sempre in "Time" lei dice: «Ogni anno diventa più breve, non trovo mai il tempo...". È una scoperta molto deprimente per un ventenne.
«Ho ancora questa sensazione. Ma adesso mi rendo conto che è illusoria. Molti scrittori dicono: "Mi devo alzare alle sei del mattino, devo scrivere 400 parole al giorno". Io non sono mai stato capace di lavorare in questo modo. Qualche volta me ne dispiaccio. Forse, avrei potuto produrre altri 20 album. Ma poi preferisco pensare che probabilmente alcune associazioni mi vengono spontanee perché ho voglia di andare a pesca, e allora lascio che le idee maturino lentamente.

Andare a pesca è una buona cosa. Ma il testo di "Breathe" sembra dire: non dimenticare di fermarti a odorare il profumo delle rose...
«Penso sia importante stimolare gli altri a riflettere su quel che accade. Temo che corriamo sempre più il pericolo di ritrovarci nel ovo Mondo" di Aldous Huxley. Siamo controllati attraverso le diete e la tv e con probabilità la vita in questo millennio sarà molto triste. Quando mai si è visto un McDomald’s  lungo gli Champs Ehlisèes? Che diavolo gli ha preso ai francesi? Sono l'ultimo bastione della qualità culinaria, eppure s’infilano lì dentro e comprano quella roba. Perché?».

La frase "Dark side of the moon" si riferisce al lato oscuro della mente che può scatenare la follia o vale per qualsiasi aspetto negativo della nostra personalità?
Ha un significato generico. Vuole suggerire l'idea di un cameratismo fra chi è disposto ad avventurarsi in questi luoghi pensando di essere solo. Non è così! Molti di noi sono pronti infatti ad aprire tutte queste possibilità. Perciò intendo dire che se credete di essere gli unici sembra dì essere pazzi perché tutto è follia, non siete soli. È come in “Star Wars”: la luce e l'oscurità sono in ciascuno di noi. Il bello del film di Lucas sta proprio nel fatto di essere riuscito a esprimere queste idee, che hanno rappresentato buona parte della fantascienza degli anni Sessanta e Settanta.

Il suo più famoso riferimento a Syd Barrett è "Shine On Your Crazy Diamond", dall'album successivo "Wish You Were Here". Ma il tema della follia di "Brain Damage" faceva allusio­ne proprio a lui...
«È stato un grande shock per me osser­vare la tragedia della schizofrenia così da vicino».

ll filo conduttore della follia che attraversa l'intero album è legato a quell'esperienza?
«E uno degli elementi principali. Non c'è modo di curare questa malattia. Almeno così e stato nel caso di Syd».

È ancora in contatto con lui?
«No. Syd non vuole ricordare i suoi trascorsi con il nostro complesso».

Perché "The Dark Side Of The Moon" è un disco che non è mai andato fuori mercato? I suoi contenuti sono eterni?
«Mi sono sempre più convinto che le sue qualità sonore e musicali esprimono in qualche modo i temi politici e psicologici contenuti. C'è una simbiosi fra questi due aspetti. C'è una parte del cervello che stabilisce collegamenti in apparenza ovvii una volta che sono stati fatti, ma che prima non erano evidenti. Scrivere significa questo. Ecco perché è così importante, e perché ci piace leggere dei buoni romanzi».

Non vi eravate accorti che stavate componendo una colonna sonora perfetta come accompagnamento all'esperienza della droga?
«Non ne eravamo consapevoli».

Richard Wright introduce nella sua casa a Notting Hill. Il salotto, ampio e confortevole, rispecchia la sua personalità: nessuna ostentazione. Il pavimento, in laminato di legno, è cosparso di tappeti, un paio di quadri alla parete e una modesta raccolta di cd stipata in uno scaffale. Richard (non Rick) è un pignolo: è deciso a difendere il suo ruolo nella storia di "The Dark Side of the Moon".

Roger Waters dice che la musica cattura tutto il contenuto emotivo dei versi. A cosa si devono questa emozione e questa magia?
«Alla spontaneità. La nostra creatività era all'apice. Quella con Roger non era una grande amicizia, ma il nostro rapporto di lavoro funzionava magnificamente. Roger esprimeva emozioni che noi tutti condividevamo. Rispecchiava la nostra vita itinerante, il distacco dalla famiglia, i ricordi dell'infanzia. Penso che musica e versi riuscissero a fondersi spontaneamente».

"Us and Them" lo avete scritto insieme.
«Probabilmente è la canzone migliore che abbiamo scritto insieme».

In origine non era stata scritta per "The Dark Side Of The moon"...
“Gli arrangiamenti dei ersi sono stati tratti da in pezzo che avevo scritto per "Zabriskie Point", il film di Michelangelo Antonioni del 1970. Antonioni, che in un primo momento si era detto d'accordo, successivamente decise che non gli piaceva e non se ne fece nulla».

Avevate una visione musicale dell'album prima di scriverlo?
No. Cominciammo nello studio o nella ala prove, dove ognuno di noi suonava qualcosa. Una volta partiti, con la band che si esalta, la cosa cresce da sola. E’ così che è nato "Dark Side"».

Le registrazioni? Ci furono contrasti in proposito?
Qualcuno, al momento dell'edizione. Di fatto in "Dark Side" le parole sono essenzialmente di Roger e la musica è mia di Dave Gilmour».

Negli anni Settanta l'album è diventato un inno al “fumo".
Non era nelle nostre intenzioni. In America si organizzavano addirittura party all'insegna di "The Dark Side Of the Moon". E Timothy Leary predicava: Bisogna lasciarsi coinvolgere, abbandonarsi". Per quanto mi riguarda, non sono d'accordo. La gente però ha il diritto di fare ciò che più le piace. E noi non ne siamo responsabili.

Ci sono ancora cose che bruciano?
No, anche perché sono diventato più vecchio. Roger, all'epoca, era probabilmente più saggio dei suoi trent'anni.

I punk aspiravano ad annientare band come i Pink Floyd. Dopo oltre vent'anni, ecco che "The Dark Side Of The Moon" è ancora musica d'ispirazione e le band tornano di moda. Una sorpresa?
«No. La musica esercita una enorme influenza. E non mi riferisco solo a "The Dark Side", ma a quello che ha significato l'avventura musicale di Syd Barret: il suono della chitarra e delle tastiere. La gente, oggi, tende a guardare indietro. Noi invece guardavamo avanti».

Nick Mason ha la casa in una squallida viuzza nei pressi di (Caledonian Road. Si entra da una porta blu. Una scala di metallo conduce a uno stanzone simile a un magazzino, suddiviso senza molta cura in vari scomparti. lì visitatore si ritrova davanti a una lucente Ferrari rossa da Formula Uno. Mason, grasso, un pò calvo, con i pantaloni color marrone, non ha certamente l'aria di un ex divo del rock.

Durante le registrazioni di “Dark Side" pren­deva droga?
«No. Eravamo sobri e credo che il disco lo rifletta. E un pezzo molto ben costruito. È incredibile: fin dagli esordì venivamo visti come il complesso psichedelico. Ma lo Psychedelic Kid (Syd Barrett) se ne andò dopo nove mesi. Iniziammo come complesso di professionisti solo nel marzo del 1967. E lui già si stava allontanando alla fine di quell'anno».

Vi era venuto il sospetto che "The Dark Side" potesse diventare parte della cultura della droga?
Non era stato concepito così. All'inizio degli anni Settanta molti ascoltavano qualsiasi musica in uno stato di altera­zione chimica»

L'album è stato realizzato molto rapidamente in confronto agli standard attuali.
«Ci lavorammo in tutto tre mesi".

A quanto pare vi sono state delle discussioni sul riconoscimento dei meriti.
Nessuno riscuote abbastanza merito quando si realizza un'opera che ha tanto successo. Ma tutto dipende dal punto di vista degli ascoltatori. Se si pensa che i contenuti abbiano un'importanza decisiva, allora Roger Waters non ha ricevuto tutti i riconoscimenti che gli spettano».

Pensa invece di avere ricevuto un giusto riconoscimento per il suo apporto?
Forse sono stato sopravvalutato.

David Gilmour ci ha invitati nel suo studio in riva al fiume nella splendida casa galleggiante, Astoria, sul Tamigi a Hampton. Per entrarci, attraversiamo la barca, li 300 metri quadri, costruita da un artigiano nel 1911 per un impresario di musical  Fred Karno  che ospitò, fra gli altri, Charlie Chaplin.

Si dice che "The Dark Side" è diventato il simbolo di un'epoca. È d'accordo?
«A me piace anche l'album successivo, poi ci sono stati altri momenti sublimi.

Roger Waters lamenta che il resto del gruppo non appoggiasse la sua visione filosofica e politica delle cose.
«Eravamo fortunati ad avere la forza trainante di Roger che ci spingeva verso i contenuti. Non mi pare ci fossero grossi problemi all'epoca. Insieme volevamo a tutti i costi creare dei pezzi magici. Il pezzo strumentale doveva possedere piccoli tocchi di magia ancora prima di farne un tutt'uno con il testo poetico. Poi, anche il testo s'adeguava a quello stato d'animo e ne prolungava l'effetto, oppure era la musica che arricchiva a sua volta il testo. Il conflitto che ne derivava creava qualcosa dì nuovo. Non era sempre così, però. Alla fine di "The Dark Side of the moon" c'erano uno o due momenti dove la forza della poesia era superiore alla musica che la sosteneva».

Waters dice che prima lo irritava veder trascurare i propri meriti, adesso ci passa sopra.
«Bugiardo. Proprio non mi va più di af­frontare l'argomento, ma il suo senso di giustizia subisce alti e bassi continui. Waters non è mai stato un vero socialista nel dividere le cose equamente. C'è stato un periodo, molto tempo dopo "The Dark Side of the Moon", in cui sosteneva sia per le tournée che per la vendita dei dischi, l'equità dei profitti per quanto riguardava i membri del gruppo, compreso lo staff e chiunque altro. In realtà ciò non avvenne mai. Poi qualcosa cambiò e lui si buttò dall'altra pane e non ho mai saputo in che misura funzionassero i meriti e le percentuali. E questa è stata sempre una fonte di amarezza e dì liti continue.

traduzione di Mario Baccianini
© Planet Syndication  "L'espresso"

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